Il METODO di DEGUSTAZIONE
La qualità del vino è la piacevolezza del suo sapore, ovvero la sua fruttosità
Il pregio di qualsiasi alimento unicamente coincide con la virtuosità dell’essenza analitica della sua composizione, ovvero con la piacevolezza pura e prima del gusto-aroma. Il sapore di qualsiasi cibo e/o bevanda è infatti il rivelatore universalmente percepibile del suo indice di qualità chimico-analitico-tecnico. Se nella composizione del vino non vi è alcuna sostanza impropria o alterata, ovvero nessun difetto, massima sarà la piacevolezza rivelata all’assaggio. I vizi del sapore di qualsiasi cibo e/o bevanda sono infatti originati da costituenti degradati, impropri, contaminanti e squilibranti il gusto-aroma del frutto e/o del corretto prodotto della sua trasformazione. Piacevolezza pura e prima, organoletticamente detectata e fisiologicamente dettata: piacevole è ciò che al senso della sensazione piace giacché al funzionamento dell’umano corpo universalmente compiace. E’ allora, definitivamente, il progressivo avvicinarsi della composizione del vino (e/o di qualsiasi altro alimento) alla sua massima purezza costitutiva, alla sua massima utilità fisiologica, a guidare naturalmente, stabilmente, intuitivamente i nostri sensi nell’apprezzare il gusto-aroma di ciò di cui ci nutriamo.
In definitiva: qualità = piacevolezza = frutto(sità)
Termini che sono sinonimi.
Premessa che divenga assioma.
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